L’Opinione di Pierangelo Albini, Consigliere di Amministrazione Fondimpresa

in foto Pierangelo Albini, Consigliere di Amministrazione Fondimpresa

La legge della domanda e dell'offerta guida la dinamica di ogni mercato, anche quella del mercato del lavoro. Tuttavia, l'assoluta rilevanza del bene che circola in questo mercato, impone che, quantomeno, la politica e gli attori delle relazioni sindacali se ne prendano cura. Il mercato del lavoro, infatti, deve funzionare bene in modo che le imprese possano generare valore e le persone possano, attraverso il proprio lavoro, concorrere allo sviluppo della società in cui vivono e sentirsi a pieno titolo "cittadini". 

Da anni sappiamo di dover correggere uno squilibrio grave, quello fra le politiche passive e le cosiddette politiche attive ma, mai come in questo tempo, le grandi transizioni e le tendenze della demografia ci impongono di farlo bene e rapidamente. 

Il terreno ideale per mettere alla prova la reale volontà di correggere questo squilibrio è proprio quello delle difficoltà cioè quello in cui si trovano le imprese che fruiscono degli ammortizzatori sociali o perché in crisi o perché costrette ad affrontare una delle grandi transizioni.  

In questa prospettiva, la pubblicazione del nuovo Avviso 3/2023 rappresenta una risposta concreta a questa necessità. Abbiamo previsto una dotazione finanziaria di 65,5 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi rivolti a lavoratori destinatari di trattamenti di integrazione salariale. Stanziamento derivante dalla Legge Finanziaria 2022 e relativi decreti attuativi che hanno permesso la restituzione, per ora purtroppo soltanto per due annualità, del cosiddetto ‘prelievo forzoso’ (che ha avuto origine dalla Legge Finanziaria 2015).

L’avviso è rivolto a tutte le aziende aderenti al Fondo che debbano avviare percorsi di upskilling e reskilling del proprio personale che, diversamente, rischierebbe di uscire dal mercato del lavoro. Sviluppare - rapidamente e con continuità - competenze professionali nei lavoratori dipendenti di aziende in situazioni di crisi per agevolarne il riassorbimento interno della stessa o incrementarne l’occupabilità in vista di una eventuale ricollocazione in altre realtà lavorative, deve costituire una sorta di "imperativo categorico" per imprese e lavoratori ma anche per gli attori delle relazioni sindacali che devono responsabilmente accompagnare questi processi. 

Fondimpresa è, in questa logica, lo strumento attraverso cui si può realizzare un mercato del lavoro più dinamico e inclusivo e una società più attiva e partecipata.