L'opinione di Francesca Di Girolamo Consigliera di Amministrazione Fondimpresa

Francesca Di Girolamo Consigliera di Amministrazione Fondimpresa

Negli ultimi anni il mondo del lavoro ha sperimentato un processo di cambiamento incredibile: tutti i settori produttivi hanno subito spinte e trasformazioni - progressive e costanti - verso la modernizzazione.

Se dal punto di vista tecnologico abbiamo potuto e possiamo quotidianamente osservare in modo tangibile i cambiamenti ed apprezzarne il valore per il progresso economico, per quello etico-sociale notiamo, invece, il persistere di dinamiche sfavorevoli legate alla disparità nella partecipazione come, ad esempio, il divario di genere.

È purtroppo un dato di fatto – e le indagini comparative internazionali lo confermano - che i tassi di partecipazione al lavoro delle donne sono tra i 15 e i 20 punti inferiori rispetto ad altri paesi europei. Proprio in questi giorni, in occasione dell’Assemblea pubblica di Confindustria, questo tema è stato portato all’attenzione delle imprese: Papa Francesco, nel suo discorso, ha esortato gli imprenditori a garantire condizioni più eque per le lavoratrici, soprattutto, impegnandosi per assicurare la conciliabilità tra la maternità ed il lavoro.

La disparità nei confronti delle donne è un problema importante che richiama tutti alla responsabilità sociale non solo perché viola un diritto umano fondamentale ma anche perché comporta conseguenze significative sul piano economico: la disparità è un costo.

Numerosi studi dimostrano come la presenza femminile nel mondo del lavoro abbia un impatto significativo sulla crescita economica di un Paese. Per citarne uno: il McKinsey Global Institute ha stimato che si potrebbero aggiungere 12mila miliardi di dollari al Pil globale se si migliorasse la parità di genere entro il 2025.

Non è un caso, quindi, che la Commissione Europea abbia elaborato una strategia ad hoc su questi temi e che il superamento del gender gap nel mondo del lavoro sia uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU. La parità crea inclusione, valore e ricchezza.

Non vanno migliorate solo le condizioni in ingresso, la parità deve essere garantita durante tutto l’arco della vita professionale della donna assicurando la crescita e la pari opportunità di accesso a ruoli di leadership.

Molto sentito inizia ad essere anche il divario generazionale. Gli over 50 oggi si scontrano con un mercato del lavoro che, spesso, non sa cogliere le potenzialità dei lavoratori con esperienza.

Si sta perdendo un’opportunità unica perché la convivenza di generazioni diverse all’interno di un’organizzazione - grazie alla condivisione delle esperienze e delle competenze, le dinamiche di mentoring e reverse mentoring - può garantire un valore aggiunto inestimabile.

La formazione in tutto questo ha ed avrà sempre più un ruolo fondamentale e l’emanazione dell’Avviso 5/2022 - dedicato esclusivamente alle donne di tutte le età e ai lavoratori over 50 delle PMI - da parte di Fondimpresa del valore di 10 milioni di euro è la prova di quanto sia importante assicurare la crescita di queste categorie di lavoratori.