L’opinione di Massimo Cestaro, Vicepresidente Fondimpresa

Ven, 17/04/2020
Massimo Cestaro

Nel corso del 2019 il Consiglio di Amministrazione di Fondimpresa ha affrontato la questione delle politiche attive per l'occupazione. La discussione ha attraversato, ovviamente, anche ognuna delle organizzazioni che compongono il Consiglio - vale a dire Confindustria, Cgil, Cisl e Uil - in ragione della oggettiva delicatezza del tema. Tutti d'accordo sul fatto che il Paese debba dotarsi di percorsi che favoriscano l'occupazione e che oggi la disoccupazione sia una delle piaghe del Paese. Ma la domanda che si è posta è se fosse giusto che ad occuparsene dovessero essere i Fondi interprofessionali per la formazione continua, i quali - è bene ricordarlo - hanno il compito di sostenere la formazione continua dei lavoratori dipendenti. D'altro canto è parimenti vero che i Fondi, per il lavoro che svolgono, hanno le ‘antenne’ per immaginare una politica efficace rivolta alla crescita occupazionale.

Dal confronto delle diverse opinioni è emerso un indirizzo che ha consentito di formulare un’impostazione che reputo di grande interesse. Anzitutto - e per le ragioni che prima dicevo – l'Avviso 3/2019 sulle politiche attive del lavoro ha carattere sperimentale; in secondo luogo la destinazione di risorse, pari a 5.000.000 di euro, è oggettivamente molto contenuta se rapportata alle ‘disponibilità’ di Fondimpresa.

I 5 milioni sono ripartiti in 3,5 milioni per progetti di ricollocazione di lavoratori in cig e 1,5 milioni per progetti destinati a inoccupati, a condizione che i percorsi formativi siano rivolti a professionalità non facilmente reperibili sul mercato del lavoro e che almeno il 70% dei partecipanti ai corsi accedano poi ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Tutto si regge se accompagnato da accordi tra aziende e organizzazioni sindacali che favoriscano il rapporto tra formazione e occupazione. Credo di poter dire che abbiamo intelligentemente fatto valere la missione principale di Fondimpresa collocandola in una sperimentazione finalizzata all'occupazione, ‘coniugando’ le problematiche del Paese con l'esigenza delle Imprese. Questo spiega, da un lato, il successo in termini di progetti presentati (ad oggi ben 67) e, dall’altro, il largo consenso che l'iniziativa ha riscontrato tra le forze politiche e le Istituzioni, al punto che penso sia ragionevole supporre un consolidamento dell'iniziativa, magari sostenendola con fondi aggiuntivi derivanti dalla implementazione della risorse economiche destinate ai Fondi.