L’Opinione di Pierangelo Albini, Consigliere di Amministrazione Fondimpresa

in foto Pierangelo Albini

Stiamo vivendo un’epoca difficile, un tempo di crisi e di transizioni economiche e sociali.  Anche gli equilibri del mercato del lavoro italiano saranno toccati da queste trasformazioni e gli effetti, di quelli che già oggi registriamo come importanti fenomeni di mismatch, andranno a sommarsi alla tendenza negativa della nostra demografia. Si dovrà, dunque, porre molta attenzione al tema delle competenze del capitale umano, con particolare riguardo alla manifattura che resta la spina dorsale della nostra economia. In questo contesto, un ruolo importante lo potranno avere le parti sociali, se sapranno accompagnare quel processo di riforma del nostro mercato del lavoro di cui si parla da tanti anni. Invertire gli equilibri di spesa, fra politiche passive e attive, non è una impresa facile nel nostro Paese né quando si considerano le persone in attività, né quando si deve aiutare una persona nella ricerca di un’occupazione. In questo senso, è molto positivo lo sforzo che Fondimpresa sta facendo in questi anni sia sul fronte della formazione continua sia per promuovere iniziative finalizzate ad agevolare l’occupazione dei giovani o disoccupati. Questo impegno da un senso compiuto alla nozione di “politiche attive”, perché la formazione continua è la politica attiva per eccellenza. Le iniziative di questi anni vanno nella giusta direzione, confermando che la formazione non solo rappresenta un volano essenziale per la crescita delle imprese e dei lavoratori ma può essere un equilibratore efficace del mercato del lavoro. Mi pare di registrare, su questo punto, una positiva convergenza delle diverse sensibilità dei soci del Fondo e ciò rende possibile mettere la formazione continua fra gli strumenti essenziale per traghettare imprese e lavoratori verso un futuro ancora tutto da costruire. In questo senso, ci sarà bisogno di uno sguardo nuovo sul futuro perché difficilmente potremo affrontarlo con gli strumenti del passato. Serve superare i pregiudizi, progettare e mettere a fattor comune nuovi strumenti. Occorre, in particolare, costruire soluzioni che siano in grado di incidere effettivamente nella realtà e creare occupazione. L’avviso 3/2022 è un passo in questa direzione perché, ancora una volta, scommette sulle politiche attive, non solo nella prospettiva dell’aggiornamento delle competenze professionali ma, anche, nella ricollocazione di quelle persone che desiderano un lavoro, quale condizione per una cittadinanza attiva e piena.  L’Avviso 3/2019 era stato il primo passo in questa direzione, una scommessa, appunto, ma, ora, raddoppiando l’investimento (ben 10 milioni di euro) i soci di Fondimpresa dimostrano di crederci davvero.