Parlando di politiche Attive del Lavoro non si può che riconoscere al Ministro del Lavoro Orlando il merito di aver colto l’importanza dei Fondi Interprofessionali, di Fondimpresa e l’entità del ruolo che siamo già in grado di agire concretamente: siamo un soggetto privato che mira al bene collettivo, un soggetto che ha speso bene e che funziona, siamo una buona prassi. Ma non tutti i Fondi sono uguali, Fondimpresa vuole distinguersi come esempio di trasparenza, efficacia ed efficienza.
La bozza della manovra restituisce ai Fondi per le annualità 2022 e 2023 i soldi che prima erano soggetti al cosiddetto “prelievo forzoso”, però vincola questi 120 milioni alla formazione dei cassintegrati, che certamente è fondamentale, ma non possiamo dimenticare tutti coloro che, in un momento complesso come quello appena trascorso, hanno perso il lavoro ed ora hanno bisogno di essere ricollocati. La vera sfida si gioca sui disoccupati e sui giovani, che con una buona formazione specifica, potrebbero rimettersi in pista e trovare una nuova occupazione. Fondimpresa con l’Avviso 3/2019 ha già fatto esperienza concreta di politiche attive, creando più di 270 posti di lavoro a tempo indeterminato con circa 2milioni e 500mila euro, con i 60 milioni annui che spettano alla sola Fondimpresa quanti posti di lavoro a tempo indeterminato possono essere creati?
Dobbiamo tenere a mente che la vera sfida si gioca proprio sulle persone e per vincere non possiamo lasciare indietro nessuno, ogni lavoratore andrà formato così come ogni disoccupato andrà formato per poter essere rapidamente ricollocato, nessuno escluso.
Il futuro non può che passare dalla formazione e dal rinnovamento delle competenze. Il passaggio è dunque obbligato: scommettere sulla formazione, sul Lifelong Learning, rilanciare la Formazione continua. Eppure, la formazione continua viene penalizzata attraverso la sottoposizione al regime di aiuti di stato che obbliga di fatto aziende, enti accreditati e noi stessi a un aggravio di procedure e conseguenti rallentamenti che non possono non incidere in maniera negativa sul funzionamento dell’intero sistema. Le aziende, una volta coinvolte attraverso i nostri strumenti di finanziamento, diventano presidi formativi fondamentali per quell’aggiornamento del capitale umano necessario per affrontare le sfide dei nuovi cambiamenti della società. Risiede in ciò l’importanza di quello che facciamo, risiede in ciò il fulcro del nostro lavoro. L’Unione Europea dovrebbe prevedere l’abolizione del concetto di aiuto di stato se riferito a percorsi di formazione. Un aiuto di stato, come noto, consiste nell’intervento di un’autorità pubblica effettuato tramite risorse pubbliche, per sostenere alcune imprese o attività produttive. Un’impresa che beneficia di un tale aiuto ne risulta avvantaggiata rispetto ai suoi concorrenti. Di conseguenza, il controllo degli aiuti di stato risponde alla necessità di salvaguardare una concorrenza libera e leale all’interno dell’Unione. In riferimento alla formazione finanziata noi riteniamo che non sia corretto parlare di un vantaggio offerto a beneficio della singola azienda che ottiene il sostegno alla formazione. Il sostegno incide sì, com’è ovvio, sull’azienda beneficiaria ma incide in misura ancora maggiore sul lavoratore che viene formato e vede accrescere le proprie competenze professionali. Il lavoratore, in definitiva, accresce il proprio patrimonio di competenze e con esso accresce anche la propria capacità di collocarsi – e muoversi – all’interno del mercato del lavoro. Una volta formato, sarà in grado di utilizzare le competenze acquisite anche in realtà aziendali diverse da quella in cui è stato formato, cosicché il vantaggio, se vantaggio lo si vuole chiamare, sarà per l’intero sistema e non per la singola realtà aziendale. Per questo è importante ciò che facciamo, perché la formazione che finanziamo permette ai lavoratori – con l’accrescimento del patrimonio di competenze di cui si è detto – di avere un ruolo attivo, e non più meramente passivo, all’interno del mercato del lavoro, con il conseguente aumento della capacità di incidere in maniera più consapevole all’interno dei processi produttivi in cui sono coinvolti. Del resto, la creazione di valore non consiste esclusivamente nel benessere prodotto dalle attività imprenditoriali, ma anche dal modo di lavorare delle persone che nei processi di quelle attività sono coinvolti.
In questo caso quindi non chiediamo al Ministro un atto amministrativo e di governo ma di aiutarci in un processo di moral suasion delle istituzioni europee.
Un’altra partita in cui ci candidiamo è la gestione del fondo Nuove Competenze, per poter mettere a frutto al meglio l’expertise di processo e di prodotto che ormai da tempo Fondimpresa detiene e quindi poter mettere a terra nel modo più efficace possibile le copiose risorse messe a disposizione per questa voce.
In questo momento storico le aziende si trovano a riorganizzare i propri modelli di business e adeguare le strategie ai nuovi paradigmi legati alle nascenti consapevolezze dei consumatori. Spesso è proprio nei momenti di cambiamento che si nascondono le migliori opportunità: è fondamentale che le aziende e gli enti siano in grado non solo di cogliere, ma soprattutto di anticipare queste tendenze in atto, interpretando i mutamenti e andando incontro ai loro nuovi bisogni. Cambia tutto e cambia anche il paradigma della formazione che necessita di innovazione digitale e fluidità, Fondimpresa ha anticipato i tempi, investendo da sempre su innovazione tecnologica e digitalizzazione, fin dal 2008 abbiamo predisposto avvisi dedicati che consentissero alle nostre imprese aderenti di investire sull’innovazione tecnologica, consentendo loro di rimanere saldamente competitive sul mercato e fornendo ai lavoratori in formazione la possibilità di acquisire competenze costantemente aggiornate e mai obsolete.
Sono ormai moltissime le aziende che decidono di scommettere su modelli formativi lontani dal modello d’aula, noi di Fondimpresa ci siamo interrogati, consultati con aziende ed istituzioni ed abbiamo iniziato ad immaginare il Conto Formazione Digitale: una nuova opportunità da offrire alle nostre aderenti, una terza via, oltre al Conto Formazione ed al Conto di Sistema.