Sicurezza sul lavoro. Boom di richieste di formazione nelle imprese. Fossa: sbagliato diminuire le risorse con la riforma del mercato del lavoro

Mer, 06/06/2012

Fossa: grazie ai Fondi interprofessionali si fa più prevenzione, inconcepibile indebolire le risorse per la formazione in azienda.

Con i corsi, calano anche del 78% le giornate di assenza per infortuni

Le imprese italiane sono sempre più convinte dell’importanza della formazione. Anche per prevenire gli infortuni sul lavoro. Lo attestano i dati di Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil Cisl e Uil. L’ultimo Avviso di finanziamento, che rende disponibili 16 milioni di euro per attività formative dedicate esclusivamente a salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ha visto arrivare, solo per la prima scadenza (che stanzia 8 milioni di euro) ben 135 domande di partecipazione. Altri 8 milioni verranno assegnati nella seconda scadenza, aperta fino al 16 ottobre.

Il dato conferma un trend che dal 2008, quando Fondimpresa ha avviato questa linea di finanziamento, ha registrato una continua crescita. La necessità di adeguamento alle normative, la consapevolezza del rapporto tra formazione e diminuzione degli incidenti, la disponibilità di risorse dedicate ha incoraggiato le imprese ad esperienze formative che, rilevano alcune aziende, hanno fatto calare anche del 78% le giornate di assenza per infortuni. Per questo nel solo 2011, a fronte di un finanziamento di 16 milioni di euro, sono state ben 293 le domande di partecipazione. Nonostante uno sforzo ingente del Fondo, che ad oggi ha reso disponibili 220 milioni di euro, consentendo a oltre 500.000 dipendenti di migliaia di imprese di lavorare in modo più sicuro partecipando ad azioni formative, la domanda delle imprese supera notevolmente le risorse disponibili.

“L’anno scorso non siamo riusciti a finanziare che la metà dei piani validi”, commenta Michele Lignola, direttore generale del Fondo. “Questo dimostra che le imprese apprezzano il nostro sistema e che l’azione di Fondimpresa, in questi anni, ha creato un rapporto più positivo tra aziende e formazione. Però ora le risorse non bastano”. Un dato che rende ancora più stridente la possibilità, contenuta nella riforma del mercato del lavoro, di destinare agli ammortizzatori sociali lo 0,30% che alimenta i Fondi interprofessionali. Una prospettiva che Fondimpresa contesta a viso aperto: “E’ del tutto contrario agli interessi di imprese e lavoratori indebolire le opportunità di fare formazione proprio ora che ce n’è più bisogno – commenta Giorgio Fossa, presidente Fondimpresa – La formazione è una delle poche armi che abbiamo per reagire alla recessione e aumentare la produttività. Toglierle risorse vuol dire, nel breve, provocare un ulteriore indebolimento della competitività, della qualità del lavoro e dei livelli occupazionali”.

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