Ripartire con la formazione, strumento inviolabile per garantire sviluppo e occupazione. Giorgio Fossa alla presentazione del libro su Fondimpresa "Dal Fondo in poi. Storie di rinascita in tempo di crisi".

Gio, 19/09/2013

Giorgio Fossa alla presentazione del libro su Fondimpresa “Dal Fondo in poi. Storie di rinascita in tempo di crisi”.

Roma. Le risorse dei Fondi interprofessionali si confermano strumento imprescindibile di sviluppo, perché la formazione dei lavoratori si sta rivelando, sia nelle situazioni positive che in quelle critiche, una leva sempre più determinante per competitività e occupazione. E’ quanto rileva Giorgio Fossa, Presidente Fondimpresa, aprendo l’incontro di presentazione del libro “Dal Fondo in poi. Storie di rinascita in tempo di crisi”, con il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, i Segretari confederali CGIL CISL e Uil Laura Lattuada, Luigi Sbarra, Guglielmo Loy, ed il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini.

Scritto da Massimo Mascini, il volume racconta esperienze formative per i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità che Fondimpresa ha deciso di finanziare all’inizio della crisi. Finora sono stati riqualificati già 90mila lavoratori, più del 55% delle persone in mobilità ha trovato un nuovo lavoro e molte imprese possono avvalersi di nuove competenze per i loro progetti di rilancio. Un successo del modello bilaterale, grazie al quale i progetti formativi si misurano e si costruiscono su singoli contesti e necessità produttive del territorio.

Parallelamente, il Fondo interprofessionale di Confindustria Cgil Cisl e Uil - che associa 160.000 imprese con 4 milioni e 400.000 lavoratori - ha dato forti impulsi alla modernizzazione, finanziando con 1,5 miliardi di euro piani formativi che hanno coinvolto 2.900.000 lavoratori appartenenti ad aziende di ogni dimensione.

Opportunità di crescita che, proprio ora che c’è bisogno di riqualificare i tanti lavoratori vittime della crisi e di sostenere le imprese nell’affrontare nuova concorrenza e nuovi mercati, sono state fortemente ridimensionate dal significativo prelievo forzoso operato dal Governo sui versamenti del 2013, provenienti dal contributo dello 0,30% sulle retribuzioni. Soldi dei lavoratori e delle imprese, destinati per legge alla formazione.

E’ proprio grazie alla presenza di uno strumento così vicino alle esigenze reali del mondo produttivo, osserva Fossa, che negli ultimi anni le imprese hanno potuto intensificare gli interventi formativi, aggiornando le competenze delle risorse umane con particolare impegno in materia di agenda digitale, green economy, innovazione, reti di impresa. Temi che le parti sociali, nel recente documento “Una legge di stabilità per l’occupazione e la crescita”, indicano come fattori strategici per vincere la competizione globale.

Per questo, conclude il presidente Fondimpresa, “dirottare forzosamente le risorse destinate alla formazione su qualsiasi altra destinazione, seppur di forte rilevanza sociale, è un danno esiziale che non può e non deve ripetersi. Sottrarre risorse per lo sviluppo significa di fatto penalizzare il lavoro, aggravando e non certo alleviando il disagio sociale. Solo aggiornando le competenze, e dunque rafforzando la capacità competitiva, saremo in grado di garantire un futuro alle imprese e ai lavoratori.”