Formazione, Fondimpresa: piena autonomia per i Fondi interprofessionali

Mar, 21/04/2009

Roma. Piena autonomia per i Fondi interprofessionali. Lo chiede Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua gestito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Il presidente, Benito Benedini, e il direttore generale, Michele Lignola, presentando ottimi risultati di due anni di attività, hanno sottolineato la contraddizione tra tante parole spese in favore della formazione e alcuni ostacoli che frenano il modello bilaterale. Eppure la gestione condivisa tra imprese e sindacati si dimostra il modo più efficace per realizzare formazione tagliata sulla domanda dei protagonisti del mondo del lavoro.

La sollecitazione ha caratterizzato il corso del Convegno “Il fattore umano. Innovazione e mercato, il ruolo della formazione continua e di Fondimpresa”. Dati alla mano, e forte delle testimonianze dirette di grandi e piccole aziende, Fondimpresa ha dimostrato che la formazione continua gestita bilateralmente funziona. Risponde alle esigenze dei cicli produttivi, offre la flessibilità organizzativa necessaria alle imprese, favorisce lo sviluppo tramite l’innovazione, si concentra sulle tematiche chiave e sulla dimensione di impresa più critica, offre una chance ai lavoratori delle cosiddette fasce deboli. Le cifre: 440.000 lavoratori formati dal 2007 ad oggi, di cui oltre il 30% appartiene alla categoria a rischio degli over 45. E’ donna il 28% dei lavoratori formati, a fronte di una percentuale di forza lavoro femminile del 21,89% nei settori interessati (prevalentemente, metalmeccanico, costruzioni, tessile e agroalimentare). Oltre un terzo dei lavoratori che hanno beneficiato della formazione finanziata da Fondimpresa ha un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media. A beneficiare dell’azione innovativa di Fondimpresa è, in particolare il segmento delle piccole e medie imprese. Queste costituiscono il 97% delle aderenti al Fondo e ben il 90% delle beneficiarie del Conto di Sistema, canale di finanziamento creato proprio per stimolare l’attività nelle dimensioni minori e l’aggregazione di impresa. Circa 189 milioni impegnati dal 2007, 250.000 lavoratori coinvolti in attività formative. Altrettanto successo per il Conto Formazione, strumento che permette ad aziende e lavoratori di costruirsi una vera e propria formazione su misura: impegnando circa 88 milioni a partire dal 2007, ha consentito finora la partecipazione di circa 190.000 lavoratori a oltre 2.000 piani formativi, per la metà in piccole e medie imprese. Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, non ha dubbi: “Fondimpresa è un’esperienza positiva che va continuata”.

Risultati alla mano, la domanda sorge spontanea: se tutti dicono che la formazione è necessaria, e se, come ha dimostrato Fondimpresa, è evidente che la formazione bilaterale funziona sia per le imprese che per i lavoratori, perché non estenderla il più possibile? E perché non togliere i Fondi interprofessionali dall’ambiguità che ne rende più difficile l’azione? Michele Lignola lo sottolinea con chiarezza: “E’ necessario completare il quadro normativo per attribuire ai Fondi Interprofessionali piena autonomia e sussidiarietà rispetto al sistema pubblico della formazione continua, in modo che le Parti sociali possano assumersi a pieno la responsabilità delle scelte e dei risultati raggiunti”. Benito Benedini incalza senza mezzi termini: i positivi risultati testimoniano “la lungimiranza che Confindustria, Cgil, Cisl e Uil ebbero nell’immaginare uno strumento in grado di favorire la formazione continua e di indurre nelle imprese e nei lavoratori un approccio diverso, più aperto, più orientato ai valori della formazione”. Per questo i Fondi “liberi da pressioni di natura politica o istituzionale, debbono essere sempre più uno strumento effettivo, efficace e insostituibile per perseguire crescita e sviluppo, per contribuire a favorire quel rilancio dell’economia di cui il nostro sistema industriale e il nostro Paese hanno oggi assoluta e vitale necessità”. Dal vicepresidente Fondimpresa, Antonio Messia, una sottolineatura forte sulla collaborazione tra le parti sociali.

“Dobbiamo – esorta – diffondere le buone prassi presenti nella bilateralità che fin qui abbiamo sviluppato ma anche sul terreno della bilateralità dobbiamo fare di più e meglio, abbandonando anacronistiche chiusure ideologiche, lavorando tutti insieme”. Come si è fatto, tiene ad evidenziare Messia, con le recenti agevolazioni che Fondimpresa, raccogliendo l’invito di Confindustria e sindacati, ha messo in campo per incentivare la formazione dei lavoratori cassintegrati. “E’ un intervento importante, perché consente al lavoratore di sentirsi ancora parte della comunità del lavoro – fa notare Messia – Viene meno così il suo senso di sfiducia e insicurezza, e si riducono i costi sociali”.

Grandi e piccole imprese confermano la bontà del modello: da gruppi come Barilla, Iveco e Luxottica ad aziende con forte tradizione nel territorio, come Cantine Florio Duca di Salaparuta, che hanno coinvolto in un progetto oltre 60 imprese siciliane. O ancora multinazionali come Sirti, che ha messo in formazione i dipendenti di tutte le imprese del suo indotto, o Best, che ha partecipato ad un Avviso specifico sulla sicurezza sul lavoro.

Ingente, l’impegno per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, incoraggiato in ogni piano formativo finanziato da Fondimpresa e protagonista di ben 2 Avvisi specifici, che da soli totalizzano finanziamenti per 37 milioni di euro. Un fattore ancora sottolineato da Benedini: “Fondimpresa ha finanziato, e ne sono particolarmente fiero, azioni in tal senso per oltre 60 milioni di euro. Più di qualunque altro organismo pubblico e privato di questo Paese”.

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