Lavoro. Ministro e parti sociali a confronto sulla riforma nel convegno "Il futuro del lavoro si chiama formazione". Fossa: la formazione è decisiva per la crescita delle imprese, no a usi diversi delle sue risorse

Sab, 07/04/2012

Oltre 1.700.000 lavoratori formati in 5 anni. 50 mila imprese attive nella formazione, per la maggior parte piccole e medie. Un sistema autonomo e senza aggravi per le aziende in una fase di massimo bisogno di sostegno allo sviluppo, con l’80% delle imprese che finalizza le attività formative al recupero di competitività e all’innovazione.

Con questo biglietto da visita Fondimpresa lancia, con il convegno in programma giovedì 19 aprile a Roma, un messaggio forte e chiaro: “Il futuro del lavoro si chiama formazione”. Da appuntamento per rendere pubblici i risultati delle sue attività e da occasione per stimolare il dibattito sulla formazione continua, quest’anno il tradizionale appuntamento convegnistico del Fondo interprofessionale di Confindustria Cgil Cisl e Uil diventa il momento in cui i vertici delle parti sociali e il ministro del Lavoro si confronteranno pubblicamente su un tema passato finora inosservato nel dibattito in corso sulla riforma del mercato del lavoro: il futuro della formazione per i lavoratori.

Il testo del disegno di legge attualmente in discussione contiene, infatti, alcuni interventi sui Fondi interprofessionali che ipotizzano la possibilità di destinare il contributo dello 0,30% per la formazione anche al finanziamento di strumenti di sostegno al reddito. Un’eventualità che metterebbe seriamente a rischio la possibilità per imprese e lavoratori di ottenere finanziamenti per la formazione indispensabili alla loro crescita competitiva. Fondimpresa ha indirizzato i propri finanziamenti prevalentemente alla sicurezza sul lavoro, all’innovazione, alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo di rapporti innovativi quali i contratti di rete, alle Pmi ma anche alla riqualificazione dei lavoratori coinvolti dalla crisi, inclusi quelli in mobilità.

“Per le aziende che devono fronteggiare la competizione internazionale, in una fase di recessione economica e di restrizione dell’accesso al credito, poter contare sul Fondo vuol dire poter continuare a fare progetti di sviluppo, investendo sul capitale umano – spiega Giorgio Fossa, presidente Fondimpresa ‐ Tutti invocano la crescita: per crescere c’è bisogno di innovazione e quindi di robusti interventi formativi. Senza contare la accresciuta necessita di aggiornare mansioni e competenze di coloro che, in virtù della riforma pensionistica, dovranno restare di più al lavoro. In un quadro in cui le risorse per la formazione di fonte pubblica sono praticamente esaurite, usare lo 0,30% per politiche passive produrrebbe una drastica riduzione delle risorse per la formazione continua proprio ora che ce n’è più bisogno”.

Ne discuteranno, coordinati da Oscar Giannino, la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Chiuderà i lavori il ministro Fornero. Appuntamento il 19 aprile, ore 15,00, Auditorium Parco della Musica di Roma, viale de Coubertin 30.

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