Confindustria Cgil Cisl e Uil rinnovano il Consiglio di Amministrazione di Fondimpresa

Gio, 23/04/2015

Dal Fondo interprofessionale, quasi 2 miliardi di euro in 8 anni per la formazione dei lavoratori nelle imprese.

Il Comitato strategico di Fondimpresa, composto dai vertici di Confindustria, Cgil Cisl e Uil, ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione del Fondo. Confermati Giorgio Fossa e Pierangelo Albini, per Confindustria, Luciano Silvestri, per la Cgil, e Bruno Vitali, per la Cisl. Entrano Adolfo Ottonello, per Confindustria, e Paolo Carcassi, per la Uil, che sostituiranno Giancarlo Coccia e Antonio Messia, al terzo e ultimo mandato.

Fondimpresa chiude questo triennio confermando l’indiscussa primazia tra i Fondi interprofessionali - 183.000 imprese aderenti con 4,7 milioni di lavoratori (pari al 50% dei lavoratori delle aziende iscritte a tutti i Fondi) - e consolidandosi come riferimento della formazione bilaterale nella sua più affidabile ed efficace accezione.

In 8 anni – da quando è andato a regime – il Fondo ha finanziato con 1,98 miliardi di euro attività formative che hanno reso più competitive le imprese e più solide e spendibili le competenze dei lavoratori, realizzando innovazione di processo e di prodotto, innalzamento dei livelli di sicurezza sul lavoro e di sostenibilità ambientale, progetti di internazionalizzazione. Il 90% delle imprese partecipanti sono Pmi. Oltre 2 milioni di lavoratori hanno beneficiato più volte di percorsi di formazione, per un totale di 4,2 milioni di partecipazioni. Circa 110.000 lavoratori di 4.400 imprese coinvolte dalla crisi hanno seguito percorsi di riqualificazione o riconversione. Pur rilevante, in un contesto di crisi e di generalizzato calo degli investimenti formativi, la crescita di queste attività ha risentito dei prelievi governativi del 2013 e 2014 sulle risorse della formazione.

“Il Fondo – sottolinea il Presidente, Giorgio Fossa – ha realizzato gli obiettivi espressi dai Soci, riuscendo, in questi anni difficili, sia a promuovere lo sviluppo sia a dare opportunità a chi era rimasto indietro. Questo modello di efficacia non ha uguali nel nostro Paese, come ha ben dimostrato anche l’esperienza di riconversione e ricollocazione dei lavoratori in mobilità, realizzata in virtù di una deroga. Il 52% dei lavoratori che fanno formazione con i nostri finanziamenti è over 45. Questo la dice lunga sulla necessità di aggiornamento della forza lavoro italiana, ma è altrettanto importante formare i giovani perché possano entrare nelle imprese con le competenze di cui queste hanno bisogno. Rinnoviamo al ministro del Lavoro la proposta di lavorare insieme per realizzare questo obiettivo”.

Fondimpresa ha anche avviato un sistema di qualificazione degli Enti di formazione, con requisiti di idoneità finanziaria e tecnico professionale, e dei cataloghi di corsi per i voucher formativi da finanziare con i Contributi aggiuntivi. “L’obiettivo – spiega Bruno Vitali, Vice Presidente uscente - è offrire alle aziende che si rivolgono al mercato l’opportunità di scegliere in un quadro di precisi parametri di qualità. Un’operazione inedita. A beneficiarne, oltre alle aziende, saranno i fornitori di formazione virtuosi e i loro lavoratori, esposti alla concorrenza di chi gioca al ribasso”. “La formazione – continua Vitali – è troppo importante per comprometterla con scorciatoie che presto mostrano i loro limiti. Per questo va posto un freno a chi concepisce gli accordi di condivisione dei piani formativi come un ostacolo da aggirare e non come un fertile esercizio della bilateralità. Esercizio i cui frutti, come Fondimpresa ha dimostrato, sono forse un po’ più laboriosi ma di gran lunga i più efficaci e garantiti”.