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Una rinascita possibile grazie alla collaborazione delle parti sociali nel territorio nel progettare la formazione e riaccompagnare al lavoro

Marcello, over 40, dipendente di un’azienda chimica di Bergamo, si trova quasi da un giorno all’altro in mobilità. Come a dire: senza lavoro, nonostante l’ottimo rendimento. Ma nel suo territorio l’Associazione industriali e i sindacati sfruttano la possibilità di finanziamenti per riconvertire le competenze obsolete: sentono quali sono i fabbisogni delle imprese, comparano i nuovi fabbisogni con le competenze dei lavoratori in mobilità, contattano le persone ormai a casa e convincono gli scoraggiati a tornare in aula e costruirsi una nuova opportunità.

"All'inizio, certo, c'è stata un po' di resistenza - racconta Orazio Amboni, Cgil Bergamo - perché chi non mette piede in un'aula da 10 o 15 anni ha qualche problema, ha ansia. Ma poi, quando hanno cominciato a capire di cosa si trattava, sono stati molto contenti". Finito il corso, sindacati e associazioni di impresa accompagnano i formati verso un nuovo lavoro: "Li aiutiamo fattivamente a ricollocarsi. Noi e soprattutto l'Unione Industriali, che comunica a tutte le aziende associate i nomi e i curricula di chi ha seguito i corsi per vedere se è possibile trovare loro un nuovo lavoro". 

I corsi proposti, insomma, sono progettati in modo da formare le persone secondo quello che serve per lavorare nel loro territorio. Marcello sulle prime è scoraggiato, ma poi frequenta, ottiene la certificazione e trova un nuovo lavoro. Oggi è addetto paghe e contributi. "A Bergamo c'è una forte collaborazione tra le parti sociali e aver studiato tutti assieme questo progetto è stato doppiamente importante. Peccato che i politici non si rendano conto fino in fondo della bontà di queste azioni", commenta Roberto Terranova, Confindustria Bergamo.

"Io, se mi trovassi nella stessa condizione, quel corso lo rifarei - racconta Marcello - Sono soldi spesi davvero bene, perché non si perde tempo e perché ci tengono in contatto con il mondo".

Questa la storia a lieto fine resa possibile da Fondimpresa, il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil Cisl e Uil, che ha stanziato 50 milioni di euro per formare i lavoratori in mobilità. N
el pieno della crisi, Fondimpresa ha finanziato progetti formativi specifici per la riconversione e l’accompagnamento al lavoro di persone in mobilità. il 55% di chi ha concluso i corsi ha trovato un nuovo lavoro. Per il 50% a tempo indeterminato, per il 40% con contratto a termine, mentre il 10% ha avviato un’attività in proprio.

L’iniziativa è solo una parte delle tante attività di formazione promosse dal Fondo, la cui mission è aggiornare le competenze dei lavoratori in modo da garantire il futuro delle imprese e del lavoro. Ad oggi, ha finanziato con 1.700 milioni di euro corsi che hanno contato oltre 3 milioni di partecipanti.  

(citazioni dal libro "Dal Fondo in poi. Storie di rinascita in tempo di crisi")