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Annamaria Trovo Vicepresidente di Fondimpresa

I temi della transizione green, della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare sono ormai diventati elementi centrali all’interno dell’agenda politica ed economica nazionale ed internazionale. Dalla necessità di accelerare la decarbonizzazione alla tendenza verso le energie rinnovabili e l’idrogeno verde, ritenuto un fattore chiave nel percorso di transizione energetica; dalla sensibilità di grandi corporate e pmi ai temi della crescita sostenibile che diventa intra ed extra aziendale, portando allo sviluppo di nuove collaborazioni con il mondo dell’innovazione per raggiungere gli obiettivi fissati dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. 

Innovare i modelli di produzione e consumo, così come gli stili di vita, per far fronte alle sfide del cambiamento climatico, è una sfida unica per il Paese e per le stesse imprese, molte delle quali hanno pubblicamente dichiarato la loro intenzione di diventare Carbon Neutral entro il 2050. Ma cosa significa questo in termini pratici? quali sono gli impatti materiali che le imprese dovranno affrontare per favorire la transizione energetica? le sfide finanziarie e sociali che permetteranno di ottenere obiettivi significativi nell’immediato futuro?

Il Mix energetico globale si sta spostando dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Interventi di grande dimensione, di forte impatto, in termini di sostenibilità e conservazione delle risorse ambientali, possono essere portati avanti solo a più voci. Le big tech e le grandi aziende del settore dell’oil&gas hanno più volte manifestato interesse a profondere il loro impegno nell’aumentare gli investimenti in energie rinnovabili e nel ridurre i consumi di carbonio.E anche il mondo della finanza valorizza e incentiva corporate e fondi green.

Mentre le organizzazioni sono impegnate in questa nuova transizione, i governi stanno facendo la loro parte, sostenendo questo settore all’interno dei loro piani economici per accedere ai fondi del Next Generation EU. Nella rivoluzione green, infatti, l’idrogeno rappresenta una scelta strategica per la decarbonizzazione di tutta la filiera energetica della produzione ed utilizzo di energia. All’interno dell’Unione Europea quasi tutto l’idrogeno, il 94%, è prodotto da idrocarburi e quindi è fonte di emissioni di gas a effetto serra. Le imprese devono necessariamente abbracciare la transizione green. Per farlo è necessario ripensare i processi produttivi, ridisegnarli in un’ottica di sostenibilità e di economia circolare.

Green e Digitale. Sono questi i due focus chiave per immaginare il lavoro dei prossimi cinque anni: per farlo, occorre formare professionisti che, da un lato, siano capaci di calarsi in una realtà tecnologica in evoluzione perenne e che, dall’altro, possano vantare skill nello sviluppo di soluzioni e strategie sostenibili. 

Che il quadro sia questo è confermato anche da una recente analisi di Excelsior  Unioncamere. Lo studio ha messo in evidenza, in modo netto, quanto l’ecosostenibilità sarà uno dei pilastri per la ripartenza post Covid-19; del resto, proprio in questa direzione andranno numerosi investimenti scaturiti dal piano Next generation EU.

L’evoluzione del lavoro a tinte green porta con sé la nascita di nuove professioni e la necessità di provvedere alla formazione, sia di giovani che di risorse provenienti da settori differenti e da ricollocare in un mercato competitivo. Serviranno figure qualificate ed in grado di gestire ed accompagnare i cambiamenti in atto. 

Noi di Fondimpresa abbiamo pubblicato da poco l’avviso 2/2021 dedicato alla Formazione a sostegno della Green Transition e della Circular Economy nelle imprese aderenti, stanziando 20 milioni di euro.

Le “professioni verdi” comprendono sia professioni specifiche, richieste per soddisfare i nuovi bisogni della Green Economy, sia quelle che dovranno affrontare la sfida di un reskilling delle competenze in chiave green, lavori non strettamente green ma che supportano le attività verdi grazie alla diffusione trasversale del macro-trend della sostenibilità ambientale.

La spinta verso la transizione ecologica farà emergere Green Jobs trasversali a più settori, come ad esempio l’esperto in green marketing, il giurista ambientale, lo specialista in contabilità verde, l’addetto commerciale per la promozione e vendita di nuovi materiali sostenibili o responsabile degli acquisti green.

Si svilupperanno figure legate alla riduzione degli impatti ambientali in campo tecnologico-digitale. Importanti anche gli sviluppi della figura del mobility manager, ovvero il responsabile della mobilità aziendale, a cui spetta il coordinamento degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti in ottica di una mobilità sostenibile nelle imprese.

Le attività tutte, da quelle manifatturiere a quelle di servizi, riserveranno sempre maggiore attenzione al risparmio energetico; e già in qualche caso la stessa contrattazione aziendale ha dimostrato una evoluzione culturale importante in tal senso. 

Fondimpresa partecipa a questo imprescindibile processo di cambiamento finanziando l’avviso 2/2021 per sostenere la formazione dei lavoratori, per la competitività delle imprese.