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Fabrizio Dafano
  • Perché una prassi e quale sarà il contributo della prassi alla crescita del sistema?

“Primo, direi che è un aspetto politico-istituzionale, ossia quest’idea visionaria, di creare uno sviluppo di quelle che sono delle previsioni normative, attraverso un approccio sistemico, legato alla formazione e al conseguente rilascio delle attestazioni, mi è sembrato uno sviluppo molto interessante e valido e che si collega al legislatore”.

“C’è un altro aspetto di carattere gestionale, cioè la prassi che guarda alle competenze degli operatori attraverso le cinque qualifiche e la formazione che viene obbligatoriamente richiesta (anche dal legislatore). Noi dovevamo essere messi in grado, ed è stato pienamente realizzato con una logica giusta e sobria, di collegarci a un sistema che non è specificamente solo delle certificazioni bensì delle attestazioni.

E dovevamo farlo, cercando di parificare questo approccio, approccio che ha lo scopo straordinario della valorizzazione delle competenze, ecco che anche il modo di vivere da parte degli operatori associati, la necessità di aggiornarsi e formarsi continuamente non solo in termini addestrativi, ma anche in termini di evoluzione professionale prendendo spunto da processi di apprendimento che durano tutta la vita, e quindi noi dobbiamo continuare sempre a studiare e ad aggiornarci. La nostra professionalità è il requisito con il quale noi ci proponiamo ai nostri interlocutori e ai nostri clienti”.