IL FONDO INTERPROFESSIONALE PER LA FORMAZIONE
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Antonello Calvaruso


  • La prassi, per le sue caratteristiche, la natura, le logiche del processo di certificazione dei formatori, gli ambiti, i modelli e le modalità operative, rappresenta un’opportunità?

“La formazione si è sfilacciata, ha inseguito delle mode e degli slogan, una formazione di solo addestramento perde il contesto di riferimento. Fondimpresa tre anni fa ha avuto il coraggio di andare a riprendere una norma ben scritta e poco utilizzata, per avviare un ragionamento finalizzato all’innalzamento della qualità della formazione.

La prassi rappresenta una grande opportunità, perché riporta al centro del discorso la qualificazione, ma soprattutto riporta il processo necessario per cui un professionista può essere considerato poco, mediamente o molto qualificato.  Le molle di questo percorso sono l‘apprendimento e l’autoformazione alla quale il professionista si sottopone e su cui l’associazione rilascia un attestazione, che rappresenta un’assicurazione della qualità nei confronti del mercato.

Le associazioni svolgono così un doppio ruolo: qualificare il livello di competenza e garantire la qualità della formazione erogata. Mai come oggi, il sistema ha bisogno di professionisti capaci di leggere le necessità che potranno caratterizzare il futuro.

AIF ha quasi anticipato questo dettato della prassi, ha già stipulato una convenzione con uno  studio di consulenza e formazione costituito  da giovani che hanno l’ambizione di  diventare un hub nazionale della formazione, che utilizzano ,la tecnologia per creare un connubio perfetto che potremmo chiamare il modello aula rovesciata,  che attraverso l’e-learning, come deposito di conoscenze e di informazioni, attraverso strumenti di cloud source  (come momenti laboratoriali  di confronto) garantisce un confronto virtuale e  reale quando riapriranno le aule,  per rafforzare l’apprendimento”.