IL FONDO INTERPROFESSIONALE PER LA FORMAZIONE
     CONTINUA PIU' VICINO ALLA TUA IMPRESA
Link a documento o URL esterno
thumbnail
Federico Butera


Grazie a Fondimpresa dell’opportunità di discutere un tema di grande attualità che è la qualità della formazione. Il PNRR prevede investimenti massicci in vari campi, il tema della formazione è un tema rivelante, quindi ci saranno sicuramente delle risorse importanti sia per la prima formazione, ma soprattutto per la formazione continua. Il tema è assicurare una qualità nella formazione alle persone ed alle imprese. In questo momento abbiamo alcune emergenze: la prima è che, come prevede il World Economic Forum, noi perderemo diversi milioni di posti di lavoro e si creeranno anche più milioni di nuovi posti di lavoro, quindi il saldo sarà positivo. Inoltre abbiamo il problema del Mismatch: in Italia, anche a causa della pandemia, il numero di lavoratori a rischio disoccupazione nei prossimi mesi e nei prossimi 2/3 anni è elevato.

La sfida che noi oggi dobbiamo affrontare è indubbiamente quella di riqualificare nel futuro prossimo migliaia di lavoratori per consentire loro di rimanere sul mercato del lavoro e, dall’altra parte, dobbiamo assicurare un alto livello di formazione primaria ai nostri giovani che devono entrare sul mercato del lavoro con le giuste competenze. Gli enti che devono organizzare questa formazione devono indubbiamente avere delle qualità economiche e morali, devono essere solidi ed avere le giuste qualità organizzative per riuscire ad offrire il corretto approccio alla formazione.

Coloro che svolgono la formazione sia a livello di gestione sia a livello di effettiva formazione per l’utente devono avere delle competenze e delle qualificazioni, solo così la qualità della formazione cambierà in maniera radicale: sono importanti i corsi a catalogo, ma non sono sufficienti. La verità è che le competenze sono un po’ come i ‘lego’ e noi dobbiamo essere in grado di costruire dei percorsi dedicati, anche molto complessi, per le competenze necessarie ad ognuno.

Le competenze di dominio da sole non bastano, vanno indubbiamente integrate con le competenze tecnologiche e trasversali. I costrutti entro i quali si devono collocare queste competenze sono i ruoli ed i mestieri e le professioni del futuro, in un momento in cui i vecchi mestieri specializzati si stanno sgretolando. In molti sostengono che i lavori del futuro saranno dei lavori ibridi, ovvero dei lavori composti in parte da contenuti nuovi e in parte da contenuti digitali.

E’ necessaria un’operazione di progettazione del lavoro: o la formazione si ingaggia in maniera molto precisa, non solo nel generare new skill ma nel contribuire alla progettazione di new Jobs, nuovi ruoli e nuovi mestieri e professioni di concezione totalmente nuova oppure rischia di essere inefficace. Per questo è necessaria una collaborazione stretta tra sistema formativo ed imprese.