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Annamaria Trovo

“Formazione, etica e sport: un ambiente educante”

“Lo sport insegna. Lo dicono sia allenatori che atleti professionisti, ma il dato interessante è che chiunque abbia praticato almeno uno sport, anche solo a livello dilettantistico, in vita sua è portato a confermare questa affermazione”.

“Il binomio sport/formazione porta con sé l’apprendimento di una serie di valori indispensabili per la crescita personale e collettiva dell’individuo.  Lo sport ha la capacità di valorizzare varie caratteristiche (non solo fisiche) di chi lo pratica e suscita attitudini valoriali e umane implicite in ognuno a livello naturale.

Scegliere una disciplina, da piccoli così come da adulti, implica un impegno mentale oltre che fisico: la volontà di migliorare la conoscenza di noi stessi, del gruppo in cui interagiamo ed il modo in cui lo sport ci insegna a superare i nostri limiti plasma il carattere. Potremmo affermare infatti che la dimensione educativa dello sport è sia trasversale, perché insegna il come approcciare la sfida con sé stessi, che verticale perché ogni disciplina consente di apprendere principi differenti, date le peculiarità di ogni sport. Lo sport assume l’identità di ambiente educante, altamente formativo anche nella vita quotidiana, nelle relazioni personali e in quelle professionali.

La crescente competizione all'interno del mondo del lavoro tende ad ampliare e diversificare sempre più le capacità, le conoscenze e le abilità richieste per ottenere e mantenere una posizione lavorativa. Traendo spunto da tale constatazione, è necessario approfondire come le competenze trasversali, ovvero tutte quelle competenze che afferiscono alla consapevolezza di sé, alla consapevolezza sociale, alla gestione delle relazioni e al ragionamento analitico, possano svilupparsi attraverso la disciplina e lo sport. 

Marcello Lippi diceva che “lo sport è educativo suo malgrado” e non potrei essere più d’accordo: non è l'educazione il suo fine ultimo, ma il lavoro necessario alla preparazione di una vittoria costituisce inevitabilmente un serio percorso formativo, perché se è vero che lo sport ha una sua dimensione ludica è altrettanto vero che la consapevolezza che lo sport sia un gioco che non è solo un gioco, aiuta a riscoprire i valori della condivisione e della socialità. Trattandosi di competizione, vengono esaltati anche valori quali il rispetto delle regole, dell’etica della disciplina, il sacrificio e la dedizione. Una compagine di valori che mettono in risalto non solo la grandezza dell’atleta, ma anche quella dell’uomo. Sconfitta o vittoria sono maestri in egual misura, poiché è il gioco in sé a insegnare.

Ma quali sono le competenze trasversali che lo sport può aiutarci a sviluppare? Svariati gli esempi che possiamo citare: il tennis, sport individuale o da doppio, può insegnarci la disciplina, poiché richiede un allenamento quotidiano ad alta concentrazione. Giocando si affina il pensiero critico perché più le sfide saranno difficili, più sarà richiesta velocità di pensiero e di adattamento, come nella vita, anche il problem solving e la resistenza allo stress sono ottime lezioni che si apprendono attraverso questo sport. Inoltre, essendo per sua natura uno sport individuale, il tennis sprona ad avere fiducia in sé stessi e credere nelle proprie capacità. 

Il calcio, sport di squadra per eccellenza, è inclusione, dedizione, impegno, altruismo e rispetto. Una squadra in cui ogni giocatore fa la sua parte, come una serie di ingranaggi che si incastrano alla perfezione. Per questo, convivere con il prossimo diventa fondamentale e si impara l’appartenenza a un gruppo e l’importanza dei ruoli. Storia simile con la pallavolo, sport di squadra molto apprezzato e dai ritmi frenetici ed emozionanti. Anche qui come nel calcio l’altruismo e l’inclusione la fanno da padroni. Ma la palla rimane in aria solo per pochi secondi, le azioni sono veloci, questo spinge gli atleti ad uno sforzo mentale e fisico non indifferente. Dover decidere nel giro di una frazione di secondo come agire li costringe a ragionare rapidamente, finalizzando l’obiettivo.  Risulta evidente come l’insegnamento chiave della pallavolo sia proprio l’imparare a gestire situazioni difficili sotto stress.

Il Basket insegna a ragionare strategicamente. I giocatori apprendono subito l’importanza della visione del campo e imparano a trovare le soluzioni più efficaci in ogni situazione. È uno sport molto fisico e il contatto è alla base del gioco, ma allo stesso tempo le regole sono ferree e per evitare di infrangerle troppo spesso (rischiando l’espulsione) è richiesta una buona dose di auto-controllo.

Dall’Observatory Barometer 2020 realizzato dal Gruppo Cegos emerge l’urgenza di rafforzare le competenze3 trasversali, come si legge nel rapporto, è considerata basilare dal 43% degli intervistati italiani, rispetto al 34% della media europea. Una tendenza significativa, sicuramente influenzata dagli effetti del Covid-19, e soprattutto una necessità che secondo gli esperti va soddisfatta in tempi rapidi all’insegna di una responsabilità sempre più condivisa fra azienda e individuo.

In questo 2020 e 2021 le soft skill si sono trasformate da capacità essenziali per il futuro a capacità imprescindibili per il presente, e di conseguenza non si può che farle proprie. Un cambio di paradigma che si rispecchia nella mutazione registrata nelle attività di formazione a causa dell’isolamento forzato. L’86% degli specialisti Hr ha infatti adattato i programmi di aggiornamento durante il periodo di lockdown e il 46% ha convertito i corsi in presenza in lezioni online, accettando di fatto la sfida del digital learning in modalità sincrona e sfruttando aule virtuali e la possibilità di replicare consuetudini “fisiche” come l’interazione con il trainer e il confronto con gli altri partecipanti. Oltre il 40% delle attività di formazione dell’ultimo anno hanno riguardato le competenze trasversali”.