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Bruno Scuotto presidente Fondimpresa

Il periodo del Covid e del post Covid ha investito il mercato italiano e globale come un uragano, sovvertendo le regole del lavoro e del vivere sociale e lasciando spazio a spazi da riempire con nuove regole. 
L'idea del forum fu di Alfredo Ambrosetti, fondatore di uno dei primi studi di consulenza aziendale in Italia (lo Studio Ambrosetti, poi divenuto The European House - Ambrosetti), come evoluzione del proprio programma di "aggiornamento permanente", ideato a beneficio dei professionisti del management dei maggiori gruppi imprenditoriali mondiali.  Il Forum è un incontro internazionale di discussione su temi principalmente economici che si tiene ogni anno dal 1975, nella prima settimana di settembre, sul Lago di Como. Fornisce spunti, dati e studi su temi fondamentali del panorama imprenditoriale, politico e sociologico - livello internazionale.

Cosa hanno previsto i manager e gli imprenditori che hanno partecipato al televoto conclusivo della prima giornata dei lavori al Forum Ambrosetti?

Occupazione stabile, se non in crescita, per quest'anno nonostante la crisi innescata dalla pandemia. Oltre un manager su due (54,2%), inoltre, ritiene che le performance delle proprie aziende siano nettamente migliori dei competitor, mentre per quanto riguarda il fatturato, il 37,5% ritiene che quest'anno decrescerà fino al 10% rispetto all'anno precedente mentre i più ottimisti sono un terzo dei votanti: 2 su 10 (20%) pensano che crescerà fino al 10% mentre uno su 10 (10%) che aumenterà di più del 10%. Rispetto alla media degli investimenti fatti nell'ultimo triennio, il 42,9% ritiene che questi aumenteranno nel 2020 fino al 10%, e il 7,1% ritiene che aumenteranno di più del 20%. Coloro che prevedono una decrescita fino al 10% sono il 19,1% dei votanti.
A dispetto della crisi derivante dal Covid-19, quanta fiducia c'è sulle prospettive economiche future? Gli ottimisti sono solo il 30% dei votanti, che hanno un indice medio-alto di fiducia. I più pessimisti sono invece il 37,5%, con un grado di basso-medio basso fiducia. Un ulteriore 30% dei votanti, infine, ripone un grado sufficiente di fiducia nel futuro.
La fiducia nel futuro può diventare concreta se si pensa ad investire in competenze e formazione, competenze necessarie a supportare lo sviluppo tecnologico e digitale delle nostre imprese e formazione per rendere i lavoratori in grado di essere competitivi sul
Mercato e di reinserirsi qualora ne siano usciti, proprio per questo nella nostra newsletter abbiamo deciso di parlare del dibattito del Forum Ambrosetti e delle opinioni di manager, capi di stato e politici.