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Elena Stillavato 

“L'equilibrio fra  generazioni è un valore fondamentale: la conoscenza dei prodotti e le competenze dei lavoratori più esperti sono complementari alla preparazione tecnologica dei nativi digitali”

  • Quali cambiamenti ha osservato nella popolazione aziendale negli ultimi anni?

“Come nella società, anche le aziende sono sempre più inclusive e tendono a valorizzare la diversità: un trend nato con le multinazionali, ma che ormai è un valore condiviso anche da aziende italiane e che è diventato un pilastro della sostenibilità aziendale. In Italia il primo gap da affrontare sulla diversità è quello di genere – un aspetto che in Star è già ampiamente trattato e risolto: la nostra popolazione aziendale è composta dal 48% di donne e 52% di uomini. Anche nel leadership team, contiamo 5 donne su 9 membri. Il tema però è più complesso”.

  • Si riferisce alla diversità generazionale?

“Quello della diversità generazionale è uno dei temi forse meno considerati, anche se in verità è molto attuale e complesso perché con l'aumento dell'età pensionabile, da un lato, e l’introduzione di percorsi di studio più brevi, dall’altro, vedono la presenza in azienda di quattro generazioni, dai baby boomers ai centennials. In questo contesto, siamo una realtà comunque fortunata, il settore alimentare è da sempre attrattivo di giovani talenti, quindi questa contaminazione generazionale è da sempre presente, come dimostra il successo dei percorsi di stage che ogni anno ci consente l’ingresso in azienda di giovani”.

  • Cosa significa gestire una popolazione aziendale di età media crescente? In che modo impatta sui vostri processi organizzativi aziendali?

“Per un'azienda storica come Star l'equilibrio fra  generazioni è un valore fondamentale. La conoscenza dei prodotti e le competenze dei lavoratori più esperti, infatti, sono complementari alla preparazione tecnologica dei nativi digitali. In STAR, una caratteristica importante, che accomuna le diverse generazioni, è l’entusiasmo con il quale tutti affrontano le sfide aziendali”.

  • Anche all’interno dei programmi di formazione l’inclusione e la diversità sono vincenti?

“Riteniamo lo siano. Per cui propendiamo verso l’inserimento di profili diversi per seniority aziendale ed età all’interno dello stesso percorso formativo. Le competenze di persone più senior vengono anche valorizzate e utilizzate per formare i newcomers nei team. Infine, questo periodo ha anche evidenziato come lo smart working possa aiutare l’integrazione in quanto i colleghi si sono aiutati vicendevolmente superando ogni preconcetto sull’efficace utilizzo di tale modalità lavorativa per alcuni profili. Di conseguenza, una popolazione aziendale di età media crescente unita ai Talent costituisce un’opportunità per processi organizzativi aziendali”.