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numero 56 di Zero30

in questo numero:

FONDIMPRESA
- Avviso 5/2009, triplicato il finanziamento per i piani formativi su tematiche ambientali
- Avviso 2/2009 - 217 domande pervenute per la seconda scadenza
- Avviso sulla mobilità, i contratti da applicare
- Sicilia, i progetti formativi per i lavoratori cassintegrati
- Tutti gli Avvisi aperti
- Dicono di noi

LAVORO E FORMAZIONE IN ITALIA
- Formazione per il settore tessile
- Rapporto Assinform 2010

FINESTRA SUL MONDO
L'80% dei lavoratori svizzeri fa formazione continua

Appuntamenti

FONDIMPRESA
Avviso 5/2009, triplicato il finanziamento per i piani formativi su tematiche ambientali
Pieno successo dell'iniziativa di Fondimpresa per il finanziamento di piani formativi su tematiche ambientali. Vista l'ampia partecipazione delle imprese, il forte interesse dimostrato e la qualità dei piani pervenuti, le risorse disponibili sono state portate da 2 a 6 milioni, che consentiranno la formazione di oltre 8.200 lavoratori di 579 imprese.
Si conferma anche la celerità dei processi valutativi del Fondo: i piani sono pervenuti il 1° marzo e sono stati definitivamente approvati entro fine maggio. Le azioni formative avranno oggetto materie quali: gestione e certificazione ambientale di sistema e di prodotto, bilanci ambientali e miglioramento delle prestazioni ambientali, aspetti tecnici e normativi della gestione ambientale e del rapporto tra aziende, territorio, produttori e consumatori, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e delle sostanze chimiche, alle emissioni, alle tecnologie in materia di energie rinnovabili.
Tutte le informazioni nella apposita sezione del sito.

Avviso 2/2009 - 217 domande pervenute per la seconda scadenza
Sono ben 217 le domande di finanziamento pervenute a Fondimpresa nell'ambito della seconda scadenza dell'Avviso 2/2009. L'Avviso, che finanzia piani di carattere generalista, mette a disposizione 60 milioni di euro per la formazione dei lavoratori. Sul sito di Fondimpresa è disponibile l'elenco dei piani pervenuti in tempo utile.

Avviso sulla mobilità, i contratti da applicare
Tra i destinatari dell'Avviso 2/2010 sulla mobilità sono compresi i lavoratori collocati in mobilità anche prima del 2010 che, a seguito della formazione, vengano assunti nel 2010 da aziende aderenti a Fondimpresa.
L'assunzione dei lavoratori in mobilità che hanno partecipato al Piano formativo deve avvenire con contratti di lavoro subordinato, anche a tempo parziale, a tempo indeterminato o a termine, purché il termine sia di durata almeno pari a 12 mesi (vedi Faq Avviso 2/2010).

Sicilia, i piani formativi per i lavoratori cassintegrati
Le imprese siciliane stanno mostrando una reazione positiva alla crisi, aumentando le attività formative. Cresce il numero delle ditte che usano la formazione per aggiornare personale cassintegrato. Sono i dati forniti da Paolo Chiappara, Obr Sicilia. Se nel 2008 erano stati circa 10 i piani formativi presentati da imprese siciliane sul ''conto formazione'' di Fondimpresa, nel 2009 sono stati 20, e ne sono pervenuti 20 solo nei primi cinque mesi del 2010, con un incremento di 800 mila euro rispetto all' anno precedente. Grazie all'Avviso 4/2009, che mette a disposizione 5 milioni di euro, è possibile integrare fino a 8 mila euro le risorse accumulate dalle singole imprese per la formazione dei dipendenti, si stima che entro la fine dell' anno le aziende isolane potranno attivare fino a 250 piani formativi. Anche l'altro canale di finanziamento di Fondimpresa, il ''Conto di sistema'', è sempre più diffuso tra le imprese siciliane. Sono 18 i progetti attuati finora, e con l' ultimo bando scaduto ne sono stati presentati 25.
Tra i progetti conclusi, "Pivot" ha coinvolto 626 dipendenti di 13 aziende delle province di Agrigento, Catania, Enna, Palermo, Ragusa e Trapani, nei settori commercio, costruzioni, metalmeccanica, nautica, servizi, tessile e turismo, compresa un'azienda tessile di Bronte che ha formato 25 dipendenti in cassa integrazione. 

Tutti gli Avvisi aperti 

Dicono di noi
"Formazione verde da tutto esaurito"
Fossa: "risposta oltre ogni aspettativa". Prestigiacomo: "Bellissimo segnale"
IlSole24ore, 2 giugno 2010

"Imprese del Sud, aggiornatevi"
Michele Lignola, direttore generale di Fondimpresa: Così aiuto la crescita delle Pmi
Il Denaro, 20 maggio 2010

LAVORO E FORMAZIONE IN ITALIA
La formazione per il settore tessile. Il progetto Tac
Il settore tessile abbigliamento calzaturiero è da sempre uno dei punti di forza della nostra economia e della nostra immagine nel mondo, ma è stato duramente colpito dalla crisi globale e da dinamiche di concorrenza basate più sul dumping sociale che sulla qualità. Il settore non ha perso le sue caratteristiche né il suo apprezzamento nel mondo, ma è chiamato a recuperare mercati e competitività. Per capire come fare, un'ottima base di lavoro è costituita dai risultati del Progetto Tac, promosso dal ministero del Lavoro dopo il forte stop del 2001-2005 (100.000 posti di lavoro in meno). Il progetto ha realizzato una mappatura della filiera nel biennio 2008-2009. Un partenariato di aziende, capitanato tra gli altri da Luiss Business School e Sfc-Sistemi formativi Confindustria, ha cercato di individuare sui punti intervenire per creare strumenti e strategie di rilancio.
Nonostante concorrenza internazionale (per il 64% delle aziende interpellate) e costo della manodopera (65%) rimangano indicati come i maggiori ostacoli, la mancanza di formazione si è rivelata un problema di proporzioni ingenti: "Solo il 28% delle aziende ha realizzato iniziative formative nel corso degli ultimi tre anni e oltre il 50% di queste lo ha fatto tramite fondi propri - spiega Luca Giustiniano, professore associato di economia e gestione delle imprese alla Luiss -. Appena il 5% ha fatto ricorso ai finanziamenti regionali e ai fondi interprofessionali, e meno del 10% ha realizzato formazione attraverso i contratti di apprendistato o tramite il tirocinio". C'è quindi un doppio ordine di intervento per quanto riguarda la formazione: maggiore consapevolezza degli strumenti e dei canali di finanziamento a disposizione, maggiore lavoro per definire le attività più adatte a imprese così flessibili e continuamente soggette a evoluzioni di processo e prodotto.
Per questo la ricerca suggerisce una formazione flessibile e mirata. Un'indicazione perfettamente in sintonia con le Linee guida per la formazione del 2010, siglate a febbraio da Governo, Regioni e parti sociali. Una delle strade per favorire questi processi è che gli aspetti formativi diventino in modo diffuso parte essenziale della contrattazione. Le esperienze realizzate in questo senso, sottolinea il segretario confederale Cisl, Giorgio Santini, durante la presentazione del Rapporto, vanno approfondite creando un insieme di integrazioni tra i diversi livelli formativi e della stessa contrattazione. Per Susanna Camusso, segretario confederale Cgil, il collegamento tra cassa integrazione e formazione è fondamentale per gestire questa fase di riconversione. Altrettanto vale, come nota Giorgio Usai, per i lavoratori in mobilità. Alla loro riqualificazione - spiega il direttore area relazioni industriali di Confindustria - Fondimpresa, il Fondo interprofessionale di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, ha già dedicato una specifica linea di intervento, mettendo a disposizione 50 milioni di euro per attività formative propedeutiche al loro reimpiego o mirate a fornire competenze che ne accrescano l'occupabilità, tramite una ricerca mirata sul territorio condotta congiuntamente dalle parti sociali.

IT in ripresa, ma ancora non basta
Una notizia buona e una cattiva, nel Rapporto Assinform. La buona notizia è che dopo il calo dell'8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 si rilevano segnali di ripresa della domanda It. Il decremento di - 2,9% a fine marzo segnala, infatti, un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato nello stesso periodo del 2009. Ma, fatto ancora più rilevante, è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi. Il fenomeno riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni, più aperte ai mercati esteri, ed evidenzia un cambio di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano l'IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali, ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e consolidare il percorso di crescita.
La cattiva notizia riguarda il peggioramento dell'occupazione nel settore IT, riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica nel 2009 da tutti i settori dell'economia italiana, facendo scendere il volume del mercato a 18.686 milioni di euro (erano 20.343 nel 2008). Per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità (dal 64,9% al 70,2% ), che però non riguarda le aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto a febbraio 2009, si segnala un peggioramento. Più negative le rilevazioni sui consulenti, dove le percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi (61.2%).
Altri fattori di criticità: la continua discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente sul processo di modernizzazione; l'approfondimento del gap tecnologico con l'estero, che ci porta a essere ultimi fra i principali paesi nella spesa in Information Technology, penalizzandoci sul piano della competitività.
Alla presentazione del Rapporto sono intervenuti Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, Giancarlo Capitani Amministratore Delegato NetConsulting, Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda, Massimo Messina, co-responsabile direzione IT BNL-BNP Paribas, Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi delle Ferrovie dello Stato, Carlo Privitera, Chief Information Technology Officer di Luxottica.


FINESTRA SUL MONDO
Svizzera, l'80% delle persone fa formazione continua

In Svizzera quattro persone su cinque seguono una formazione continua: è quanto emerge da uno studio dell'Ufficio federale di statistica (UST), relativo al 2009. Chi ha una buona base di istruzione ed è ben integrato nel mondo del lavoro è più propenso a seguire corsi di perfezionamento o a completare in modo autonomo la formazione. Essere integrati nel mercato del lavoro e in possesso di un grado di formazione elevato sono condizioni che favoriscono notevolmente la partecipazione alla formazione continua, rileva l'UST in un comunicato.
Le differenze più marcate sono riscontrabili nell'ambito della formazione non formale, di cui usufruisce il 55% degli occupati, contro il 39% degli inoccupati e il 24% delle persone non attive.
La probabilità che una persona segua una formazione continua aumenta con il grado di formazione. Il 69% delle persone con una formazione di grado terziario ha frequentato un corso, un seminario o un'altra attività di formazione non formale; questa percentuale scende al 19% per coloro che non hanno concluso una formazione post-obbligatoria.

Appuntamenti

European Day - Marsiglia, 6-7 ottobre
L'Eurispes, co-fondatore della Rete Europea degli Osservatori del Mercato del Lavoro, ha presentato al Comitato Economico e Sociale di Bruxelles l'iniziativa EUROPEAN DAY, la prima conferenza europea che il prossimo 6-7 ottobre riunirà a Marsiglia, presso centro di ricerche CEREQ del Governo francese, i principali esponenti dei servizi regionali impegnati nella valutazione delle dinamiche dell'occupazione.
La conferenza riunirà oltre 300 responsabili delle politiche regionali per l'impiego, di tutti i paesi europei ed anche extraeuropei, tra le quali la Russia.
L'Eeuropean Daye si svolgerà in partenariato con il Programma LEED dell'OCSE, il Comitato delle Regioni e la Confederazione europea dei sindacati ETC-CES, ed ha l'obiettivo di dare una forte risposta alla crisi che investe il mondo del lavoro operando su proposte che possano accelerare l'organizzazione di un unico mercato europeo del lavoro.
Tra le criticità principali che saranno affrontate a Marsiglia, vi sono quelle relative alla carenza e alla disomogeneità delle informazioni e dei dati statistici sui temi del lavoro, alla mancanza di un sistema che garantisca la trasparenza e la comprensione delle reali esigenze delle imprese e dei lavoratori, alla eccessiva divergenza nei servizi, nei programmi informatici, nelle metodologie di classificazione, a partire dalle qualifiche professionali, che impediscono nei fatti il collegamento e la collaborazione tra i vari mercati del lavoro, sia a livello europeo sia all'interno dei singoli Stati membri.


Numero 56 di Zero30 
7 giugno 2010

a cura dell'Ufficio stampa Fondimpresa