Logo Fondimpresa

Sito Ufficiale di Fondimpresa

Il valore della formazione



Cerca nel sito


Ti trovi in:

Torna alla navigazione interna: (accesskey 7)

Contenuto della pagina

numero 48 di Zero30

la newsletter di Fondimpresa

numero speciale dedicato al Seminario dei tessili 

L'Organismo bilaterale nazionale del settore Tessile Abbigliamento Moda (Obn-Tam) ha organizzato il 23 giugno a Milano un Seminario su "La Formazione continua come risorsa per il rilancio del settore tessile moda". L'iniziativa, a cui hanno partecipato imprenditori, responsabili del personale, funzionari sindacali e delegati delle principali imprese tessili e dell'abbigliamento di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, è stata una importante occasione per riflettere sulla formazione continua e in particolare sulla qualità delle esperienze effettuate in categoria con il sostegno di Fondimpresa e per raccogliere i suggerimenti operativi che possono venire solo dalla pluralità dei soggetti che operano nel settore.
Nella relazione introduttiva Marvi Massazza Gal, segretaria nazionale Filtea-Cgil, ha esposto e commentato i dati sulla presenza della categoria in Fondimpresa: il numero delle imprese aderenti (circa 7.000) è più del terzo del totale delle imprese e il numero dei lavoratori interessati (circa 344.000) supera il 50% degli addetti. Dai dati emerge che il peso dei distretti produttivi è evidente e definito al Nord mentre nel Centro-Sud diminuisce e che l'adesione interessa tutte le classi dimensionali, soprattutto le imprese grandi e medio grandi ma non solo. Le aziende tessili registrate sono circa 1.000 per un totale di circa 128.000 lavoratori mentre le aziende che hanno utilizzato il Conto formazione sono meno di cento con un numero molto limitato di attività formative.
Ma va evidenziato come tutte la più importanti imprese del settore abbiano ad oggi reso operativa la loro adesione a Fondimpresa determinando "buone pratiche" destinate a segnare i comportamenti del comparto nel suo complesso. E questo è tanto più importante se si tiene conto delle grandi trasformazioni in atto da tempo nel settore che hanno comportato, a partire dal 2000, il progressivo spostamento del baricentro organizzativo dal distretto alle reti e dal settore alla filiera. Se poi si considera la grave situazione di crisi e di perdita di posti di lavoro che interessa oggi il settore, la categoria ha il compito di definire, utilizzando le risorse offerte da Fondimpresa, percorsi formativi adeguati al cambiamento necessario, da collocare nelle interruzioni del lavoro e nelle fasi di ricorso alla cig, e di sollecitare l'introduzione di agevolazioni per l'area delle piccole e medie imprese che potrebbero consorziarsi per accedere alle risorse del Conto formazione.

Carlo Mascellani, Responsabile Area Relazioni Industriali e Formazione di Smi (Sistema Moda Italia) ha affrontato nella sua relazione tre temi: numeri e contenuti dell'esperienza Formatex e cioè il "Programma nazionale di formazione per le aziende del settore tessile abbigliamento moda" (Avviso 1/2007 di Fondimpresa) che ha coinvolto 35 aziende in 6 regioni per 98 azioni formative e 678 lavoratori; il ruolo dell'Obn Tam nel contratto di lavoro del settore tessile e abbigliamento e l'analisi delle difficoltà incontrate nella attuazione delle norme contrattuali sulla formazione continua (artt. 24 e 65 del ccnl e Protocollo 6 di Intesa sulla bilateralità - Programma di attività per il biennio 2008-2010); e infine i "nodi critici" dell'attività di formazione nella esperienza della categoria: il rapporto tra progetti territoriali e progetti settoriali, per il quale vanno individuati "modelli di collaborazione" che consentano di superare logiche concorrenziali; la natura vera della bilateralità che non deve diventare un ostacolo alla presentazione dei progetti e alla realizzazione degli impegni formativi; la necessità di coniugare le esigenze dell'impresa con i bisogni dei lavoratori.
Nel suo intervento l'avv. Michele Lignola, Direttore generale di Fondimpresa, ha in primo luogo sottolineato come il seminario corrisponda all'esigenza, da tempo evidente e non più rinviabile, di costruire un rapporto tra il Fondo e la categoria, rapporto che, per le caratteristiche del settore e per la crisi in corso, deve essere basato su pragmatismo e concretezza. Ha quindi esposto le tappe che, a partire dal 2004, hanno consentito al Fondo di crescere e di affermarsi come un soggetto credibile e autorevole nel campo della formazione dei lavoratori: la fase di avvio con 7.600 imprese per 102.000 lavoratori, gli avvisi a regime (2006), i piani di settore (2007), gli avvisi sulla sicurezza (2008 e 2009) per un finanziamento complessivo molto consistente (tra Conto di sistema e Conto formazione) alle attività di formazione delle imprese italiane, l'84% del quale è stato utilizzato dalle piccole e medie imprese. La crescita e l'affermazione di Fondimpresa sono state possibili, ha aggiunto, perché il Fondo ha sempre proposto un modello di comportamento basato sulla competenza, la qualità della prestazione e criteri di economicità. Lignola ha quindi esposto alcune delle norme introdotte recentemente nella struttura del Fondo per consentire alle imprese di fare formazione anche in presenza dei problemi occupazionali posti dalla crisi economica: la formazione per i lavoratori in cig senza cofinanziamento; il superamento per il conto formazione della quota di un terzo del finanziamento a carico dell'impresa; l'abbassamento negli avvisi del tetto di 200.000 euro per piano. Ha quindi affrontato le questioni relative al ruolo della bilateralità nella formazione e ai rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nel Fondo, precisando che negli avvisi del Fondo il piano settoriale è quello che si caratterizza per la dimensione sovraregionale mentre il piano territoriale è quello che non supera l'ambito di una sola regione. Il Settore, auspicando che siano numerosi i piani formativi promossi sull'intero territorio nazionale e volendo tendere ad un loro coordinamento, può orientarsi a definire, con un proprio protocollo, linee di intervento che a livello nazionale e a livello territoriale possano trovare adeguate pianificazioni formative.

Nel corso della discussione sono intervenuti:
Ottavio Festa (imprenditore, Borgo Sesia), secondo cui la leva decisiva per la promozione e la realizzazione delle attività formative sta nel protagonismo di associazione industriale e sindacati a livello territoriale, vicino ai problemi produttivi e di organizzazione del lavoro. L'esperienza del piano formativo realizzato nella sua azienda è certamente positiva e ha consentito di razionalizzare, con i report di gestione in tempo reale, i processi informativi su costi, clientela e acquisti.
Lorenzi (Femca-Cisl, Biella) che ha valutato positivamente la possibilità di usare la cig come tempo per riqualificare, visto che la crisi richiede lo spostamento del personale e la contestuale gestione degli esuberi.
Susanna Rovero (Unione Industriali, Biella) che ha chiesto alcuni chiarimenti sulla posizione Inail dei lavoratori in cig partecipanti ai corsi, sulla possibilità per i quadri di partecipare ai corsi organizzati dalla Fondirigenti, sui problemi collegati al cambio di ragione sociale delle aziende.
Oscar Marcheggiani (consulente, Milano) che ha evidenziato il rapporto tra formazione e innovazione e segnalato la scarsa risposta, data nell'esperienza Formatex, ai fabbisogni più qualificanti individuati nel progetto.
Aurora Magni (Sistema Formazione Confindustria, Milano) che ha presentato il progetto Tac, Ricerca per il settore tessile, abbigliamento e calzaturiero promosso dal Ministero del lavoro in accordo con le parti sociali.
Giuseppe Bertolino (Miroglio Textile, Alba) che si è soffermato sulla crisi profonda della sua azienda ed ha evidenziato la discrepanza tra l'erogazione della formazione del progetto Fondimpresa e l'esigenza di facilitare la ricollocazione all'esterno del personale.
Giampiero Bonaccio (Soges, Torino) che ha esposto le linee guida del progetto Formatex e posto l'esigenza di un raccordo con le strutture territoriali per evitare la concorrenza nella individuazione delle competenze e nella selezione dei partners che sono un numero esiguo in ogni regione.
Giuseppe Redaelli (Segreteria regionale Femca-Cisl Lombardia) che ha criticato il ritardo nella attuazione di quanto previsto nel ccnl e nel ricorso alle occasioni offerte da Fondimpresa.
Ferdinando Colleoni (Segreteria regionale Filtea-Cgil Lombardia) che ha denunciato il ritardo culturale dei soggetti promotori, che sono di fatto impreparati a svolgere una analisi dei fabbisogni che tenga conto delle innovazioni di processo e di prodotto.

Gianfranco Salvi (Segretario nazionale Uilta-Uil) ha fatto un bilancio delle attività realizzate dalla categoria con Fondimpresa e più generale nel campo della formazione.
Le esperienze maturate hanno permesso alle rappresentanze una progressiva acquisizione di confidenza con le pratiche della bilateralità e il settore si sta avviando verso una stagione più matura in cui anche i momenti di duro confronto su altri tavoli non intaccano il dialogo.
Si apre oggi però una nuova fase in cui il confronto bilaterale deve fare un salto di qualità sul terreno dell'offerta formativa (in quanto reale capacità di incidere sulla competitività delle imprese e sull'occupazione) ma anche sul ruolo delle parti sociali.
E' necessario in primo luogo superare la logica dei "cataloghi formativi" e la centralità (o per meglio dire forse la supremazia) dell'offerta rispetto alla domanda: lo sforzo deve essere quello di condividere un percorso in cui le esigenze delle aziende e quelle dei lavoratori (che ancora non hanno il peso dovuto soprattutto in rapporto alle loro aspirazioni di carriera) vengano con forza poste al centro dell'agire formativo, attraverso le loro rappresentanze.
Va avviata inoltre nel settore una fase di progettazione congiunta e di medio termine delle politiche formative, slegata dalle diverse scadenze di finanziamento, attraverso il potenziamento, nell'ambito della bilateralità contrattuale, delle attività di osservatorio e di emersione dei bisogni. Una bilateralità compiuta in materia di formazione non può infatti privilegiare le relazioni a livello di vertice e trascurare quelle a livello territoriale ed aziendale.

Il Seminario è stato concluso da Marcello Guardianelli (Segretario nazionale Femca-Cisl) che ha affrontato le seguenti questioni:

1. Le azioni di categoria nel campo della formazione sono in funzione dei documenti congiunti di politica industriale nei quali è chiara la scelta di puntare su innovazione e qualità. La crisi di competitività del 2001-5 e quella attuale che colpisce la produzione e l'occupazione ci dicono che la qualità delle risorse umane è strategica sia per la formazione in generale che per la formazione attivata con Fondimpresa.
2. I dati ci dicono che nel comparto l'esperienza formativa congiunta è ancora molto ridotta. Questo dipende in gran parte dalla struttura produttiva del settore caratterizzata dalla presenza preponderante di piccole e medie imprese che spesso "non sanno" o non "sanno come fare". C'è quindi un problema di informazione e di comunicazione per superare le resistenze o la convinzione diffusa che la formazione sia una "perdita di tempo" e non un investimento.
3. E' necessario quindi puntare sulla qualità e l'esperienza in Formatex, di uno scarso utilizzo dei capitoli più qualificanti (internazionalizzazione e regole della concorrenza) ci dice che abbiamo ancora molto da fare. Valutazione positiva del modo in cui Fondimpresa sta affrontando, con le novità introdotte recentemente, la crisi e il rapporto tra formazione e ammortizzatori sociali. Vanno bene i piccoli rimborsi, resta da chiarire il problema della copertura INAIL per i lavoratori in CIG e in formazione, anche attraverso una azione territoriale.
4. Nell'ambito del ragionamento sulla qualità è necessario sviluppare con efficacia la bilateralità. Troppe aziende fanno ancora tutto da sole, dalla individuazione del piano alla elaborazione dei singoli progetti, e solo alla fine chiedono la firma alle organizzazioni sindacali. Le esperienze migliori sono quelle in cui la bilateralità era anche nella gestione, attraverso soggetti attuatori indicati dalle parti. Le imprese devono sapere che le organizzazioni sindacali non sono più disponibili a sottoscrivere progetti non condivisi.
5. Valutazione positiva del lavoro svolto in questo ultimo anno con Fondimpresa e della relazione che finalmente è stata costruita con la categoria. Restano però alcuni punti critici, che sono stati già individuati e che vanno affrontati e risolti: risorse finanziarie e umane per costruire competenze specifiche settoriali e di comparto, operatori specializzati della formazione, ruolo dell'OBN nella individuazione delle strategie formative, necessità di attivare la Consulta delle categorie.
6. I compiti dell'Obn sono stati individuati e definiti in sede contrattuale ma sono passati 2 anni e poco è stato realizzato. Oggi siamo già in fase di rinnovo e dobbiamo sapere che è necessario, in particolare sul tema della formazione, dare attuazione agli impegni che assumiamo congiuntamente.

(a cura di Matilde Raspini)

14 luglio 2009