Ri- generazioni
I giovani di oggi non sono più quelli di una volta. Si, perché almeno 20 anni fa tutti coloro che conseguivano un titolo di studio speravano nel "posto fisso". Di certo non aveva tanta importanza cosa fare ma farlo per tutta la vita, poi è arrivata l'università di massa e il diploma o la laurea si sono trasformati in "pezzi di carta".
Nonostante ancora oggi un contratto su due è a tempo indeterminato, il modo di modo di vedere il lavoro è sicuramente cambiato.
L'esercito dei neo laureati italiani sa che almeno per i primi anni dovrà fare i conti con la precarietà (o flessibilità come dir si voglia) e per giunta con retribuzioni inferiori ai loro colleghi europei. Dunque ciò a cui tutti aspirano è svolgere una professione verso cui si sentono più portati, che possa dare soddisfazioni o comunque che dia un senso alla loro vita (lavorativa naturalmente). Forse siamo entrati nell' epoca in cui l'uomo nobilita il lavoro.
Zero30 di questa settimana è dedicato proprio a questi uomini: i giovani.
06-02-2006